Wednesday, 18 November 2015

Zuppa di cavolfiore

E Autunno fu.
E' una settimana che non vediamo il sole perchè siamo costantemente avvolti dalla nebbia.
Quella nebbia che non ti lascia minimamente vedere a più di 5 metri.
Un muro.
Oggi è il primo giorno in cui non c'è nebbia, ma il cielo è grigio e il sole non ha la minima intenzione di fare capolino dalle nuvole.
Fa freddo ed è particolarmente umido, i campi intorno a casa sono avvolti da una leggera foschia perenne vicino al suolo. Per fortuna il nostro meraviglioso orto continua a rifornirci di verdura fresca. Stamattina ho visto che i cavolfiori erano ormai pronti quindi...perchè non fare una bella zuppa?
Una di quelle belle minestre calde, confortanti da mangiare davanti al caminetto acceso, sane e nutrienti.
Un salto veloce per prendere nel magazzino delle patate (che abbiamo colto all'inizio dell'estate e che conserviamo in cassette di legno in un ambiente ventilato e assolutamente non umido), un porro e via..


ZUPPA DI CAVOLFIORE


Ingredienti per 2 persone:


1/2 cavolfiore bianco grande o uno piccolo
2 patate medie
1/2 porro
olio evo
sale
pepe
maggiorana
acqua


Mettete in una pentola alta un giro d'olio. Affettate il porro a rondelle, le patate a cubi grossolani. Pulite il cavolfiore e tagliatelo a cimette, poi dividete queste ultime a metà.
Aggiungete la verdura nella pentola e fate colorire per circa 3 minuti mescolando frequentemente.
Incorporate l'acqua, più o meno 500 ml per due persone, mettete il coperchio e fate cuocere a fuoco medio per circa 20 minuti.
Con una forchetta provate a pungere le verdure per vedere se sono tenere.
A questo punto trasferite la zuppa in un blender e frullate.
Deve risultare una crema liscia, senza grumi.
Impiattate e spolverate con qualche fogliolina di maggiorana e con del pepe nero.
Servite a piacere con una fetta di pane di segale.



 

Friday, 6 November 2015

Bavette con spinacino in foglia saltato al curry e mazzancolle

Finalmente una bella giornata di sole..di quelle che appena esci senti il calore che ti penetra nelle ossa e crea un'imminente sensazione di benessere.
Stamattina sono uscita presto, alle sette e tre quarti: i campi attorno a casa erano immersi nella nebbia, talmente fitta da non vedere dove finisce un campo e dove ne inizia un altro.
Immancabilmente ho incontrato una coppia di cacciatori con i loro cani, che ahimé, in questo periodo girano attorno a casa nostra ogni giorno. La mattina presto alle sei e mezza, sentiamo già gli spari e i fischi dei padroni che richiamano i cani che si allontanano cercando di stanare le povere prede. 
I cespugli di rovi che tanto abbondano vicino casa nostra, sono un ottimo rifugio per i fagiani e le lepri.
Ogni tanto la sera quando torniamo a casa in macchina, ci capita di vedere alla luce dei fari qualche leprotto che attraversa da un campo all'altro; è così bello poter stare a contatto con la natura e sapere che questi meravigliosi animaletti ci vivono accanto.

La ricetta che propongo oggi è di rapida e facile esecuzione. E' nata passeggiando nell'orto stamattina, quando ho raccolto un porro e degli spinacini teneri per pranzo.


BAVETTE CON SPINACINO IN FOGLIA SALTATO AL CURRY E MAZZANCOLLE

 Ingredienti per due persone:

160 gr di bavette
due pugni di spinacini in foglia
1/2 porro medio
una decina di mazzancolle
curry 
olio
sale
pepe


Lavate bene sotto l'acqua corrente gli spinaci per pulirli dalla terra.
Lavate bene il porro e tagliatelo a rondelle sottili.
In un'ampia padella mettete un giro d'olio e uno spicchio di aglio che rimuoverete appena sarà dorato.
Aggiungete il porro, fate rosolare e in seguito aggiungete gli spinacini.
Mettete a lessare la pasta in acqua bollente salata e bagnate le verdure con un mestolo di acqua di cottura alla quale aggiungerete una spolverata di curry.
Due minuti prima di scolare la pasta, aggiungete le mazzancolle già sgusciate alle verdure.
Scolate la pasta e saltatela nella padella del condimento sopra una bella fiamma vivace.
Impiattate e servite con un calice di vino bianco, noi abbiamo optato per un  Fiano di Avellino.









Thursday, 5 November 2015

Lenticchie al radicchio tardivo di Treviso

Ieri è stata una di quelle giornate autunnali per eccellenza...

Il sole non ha mai fatto capolino dalle nuvole, la nebbia è fitta e densa, l'aria pervasa dall'umidità.
Nei campi  tutto è silenzioso e immobile, persino gli uccelli tacciono, tutto è muto come quando nevica.
Le goccioline della foschia si posano sulla giacca, sul pelo di Argo..gli stivali affondano nel fango, è il momento di rientrare in casa al calduccio.
Alle cinque è già notte, accendo le candele in salotto e tiro le tende scure per dare alla stanza maggiore intimità. Il fuoco nel camino divora uno dopo l'altro i ciocchi di legna e ci garantisce un meraviglioso tepore.
Accosto uno sgabello vicino al caminetto per riscaldarmi le ossa dopo la nostra passeggiata .
Stasera mangeremo un piatto che ci riscaldi, uno dei nostri comfort food per eccellenza nella stagione fredda: le lenticchie.
Ho imparato a mangiarle solo da qualche anno a questa parte, prima non riuscivo proprio a farmele piacere. E poi di colpo, voilà..sono diventate uno dei  miei legumi preferiti.
Questa versione prevede l'aggiunta del radicchio tardivo di Treviso, un must nella mia cucina durante i mesi invernali.

LENTICCHIE AL RADICCHIO TARDIVO DI TREVISO

Ingredienti per un contorno per 2 persone:

130 gr di lenticchie rosse
1 cipolla media
1 carota media
1 cespo di radicchio tardivo di Treviso
1 ramo di rosmarino
olio evo
sale
pepe

Mettete un giro d'olio in una casseruola e fate un soffritto con la cipolla e la carota.
Sciacquate bene le lenticchie sotto l'acqua corrente e aggiungetele al soffritto.
Fate insaporire bene, aggiungete il rosmarino, il sale e il pepe.
Dopo circa 5 minuti aggiungete il radicchio tagliato a listarelle .
Aggiungete due mestoli d'acqua e lasciate andare a fuoco bassissimo per circa 30/40 minuti con un coperchio mescolando di tanto in tanto.
Servite come contorno in accompagnamento al classico cotechino oppure per una cena più leggera accanto a del merluzzo.






Wednesday, 4 November 2015

Pane ai cereali

Amo il pane fatto in casa. Quello pronto non lo compro più.
Quello autoprodotto è più sano e genuino, infatti conosco e scelgo personalmente i migliori ingredienti.
Ma partiamo dall'inizio, come ho già accennato la mia è prima di tutto una cucina sensoriale....

Mescolare gli ingredienti con le mani, cominciare a sentire l'impasto che si incorda , i movimenti ipnotici dell'impastare, perdersi con la mente in pensieri, ricordi..le mani lavorano autonomamente, la testa è libera di vagare..

L'impasto viene messo a lievitare al caldo..sorrido tra me e me, so già per certo che mentre riposa aumenterà di volume.

Accendo il forno sperando in un prossimo futuro di poter cucinare il pane in una stufa a legna come quelle di una volta..Inforno la mia pagnotta e comincia a sprigionarsi il profumo..meraviglioso, confortante, inebriante.
Il profumo del pane che cuoce mi dona un senso di sicurezza, mi fa pensare che anche stasera la mia famiglia potrà godersi al calduccio la cena. Non so spiegare perchè ma l'aroma del pane mi trasmette serenità e gioia.

La ricetta di questo pane è semplice, è la mia ricetta base. La uso per il pane semplice, quello di tutti i giorni variando di volta in volta il tipo di farina.


PANE AI CEREALI

Ingredienti:

300 gr di farina ai cereali (io ho usato quella per il pane nero ai 7 cereali del Molino Spadoni)
200 gr di farina manitoba
35 gr di lievito madre secco
12 gr di sale fino
300 ml di acqua tiepida


Riscaldate leggermente il forno (50/80°).
In una boule di vetro mettete il lievito madre secco e bagnatelo con un pò di acqua mescolando il tutto con una forchetta.
Lasciate che il lievito si attivi (5 minuti): in superificie compariranno tante piccole bollicine.
Aggiungete le due farine e pian piano anche l'acqua.
Non mettete subito tutta l'acqua perchè dovete capire quando l'impasto è sufficientemente idratato, in caso ne aveste messa troppa correggetelo aggiungendo un pò di farina.
Impastate per circa 5 minuti, quando l'impasto è incordato aggiungete il sale e continuate a impastare per altri 7 minuti circa.
Rimettete l'impasto nella boule, copritelo con un canovaccio e lasciate lievitare nel forno riscaldato ma spento per circa 2 ore o fino a che non sarà raddoppiato di volume.





Prima della lievitazione






Dopo la lievitazione


Prendete l'impasto e sgonfiatelo leggermente con le mani.
Formate una pagnotta o un filone e mettetelo nuovamente a lievitare per 2 o 3 ore.
Accendete il forno a 200°, quando è in temperatura infornate per circa 35 minuti.
Ricordatevi di mettere un contenitore con un pò di acqua nel forno per creare un ambiente umido.
Appena sfornato, mettetelo su una griglia di raffreddamento.
Si conserva tranquillamente per circa 3/4 giorni in un sacchetto di carta.