Wednesday, 27 January 2016

Di ristoranti libanesi e cous cous con curry di verdure

Sono sempre stata una persona aperta mentalmente a nuovi tipi di cucina, nuovi ingredienti, sapori, profumi..
Soprattutto perchè la mia cucina è una cucina sensoriale: amo associare ogni tipo di cibo ad un ricordo, ad un momento particolare della mia vita.

Così quando un paio di anni fa hanno aperto un ristorante libanese in un paese vicino al nostro, ho voluto provare.
La cucina mediorientale è fatta di ingredienti, semplici e poveri, ma sani: usa principalmente verdura e cereali.
I piatti più comuni e più conosciuti sono appunto il cous cous, l'hummus di ceci, le falafel e lo shawerma (lo spiedo di carne mista del kebab per intenderci).

Ricordo bene la nostra prima sera in quel ristorante: era un'afosa sera estiva...
Il ristorante era piccolino, molto curato, l'arredamento rievocava perfettamente atmosfere orientali da "mille e una notte". Alcuni tavolini intimi da due persone, una luce soffusa che rendeva l'ambiente ancora più straordinario. Su consiglio del proprietario abbiamo assaggiato un pò di tutto per imparare a conoscere meglio questa splendida terra che è il Libano..acqua di rose per rinfrescare il palato, pita con hummus e falafel, tabbouleh, per prepararci alla portata principale: il cous cous di verdure.
Servito nella tajine, sollevo il coperchio : un'ondata di profumi mi avvolge. Le verdure così tenere, un sapore così semplice ma è come un'esplosione di sapori nella bocca..le spezie avvolgono i sensi e ti trasportano subito con la mente a paesaggi desertici, soli infuocati e quiete. 
Per chiudere la cena in bellezza, un tè alla menta, servito in un biccherino di vetro con impugnatura in argento, servito alla maniera marocchina.


Conservo molto bene il ricordo di quel cous cous, mi sarebbe molto difficile riprodurre quei sapori nella mia cucina. Quello della ricetta di oggi è molto più semplice ma conserva sempre un pizzico della magia dell'oriente..


COUS COUS CON CURRY DI VERDURE

Ingredienti per 2 persone:


150 gr di cous cous
1 peperone rosso
1 zucchina
1 carota 
1 cipolla dorata
1 cipollotto di tropea fresco
un cucchiaio di curry
una spolverata di paprika
sale
pepe
olio evo


1. Mettete un giro d'olio in una padella, tagliate a rondelle il cipollotto e fate rosolare lentamente.
2. Tagliate la cipolla a pezzi grossolani e aggiungetela al cipollotto.
3. Tagliate a cubetti la carota e il peperone (che sono le verdure che ci metteranno di più a cuocere), versateli nella padella e lasciate cuocere per circa 5 minuti.
4. Aggiungete un mestolo di acqua o di brodo vegetale caldo.
5. Aggiungete le spezie, il curry e la paprika: mettete il coperchio e fate cuocere circa 15 minuti.
6. Aggiungete le zucchine tagliate a pezzetti, salate, pepate e fate cuocere per altri 5 minuti.
7. In un pentolino coprite il cous cous con pari quantità di acqua bollente (150 gr di cous cous = 150 ml di acqua) e lasciate riposare con un coperchio.
8. Sgranate il cous cous con una forchetta, aggiungete un filo d'olio e disponetelo in una ciotolina. Coprite il tutto con le verdure che saranno diventate morbide. Servite caldo.




Per chi fosse della zona di Venezia e provincia, il ristorante libanese è : Fairouz, Via Olivi 60, Mestre.








Tuesday, 26 January 2016

Insalata raffinata d'inverno

Questa settimana ha delle fantastiche giornate di sole, talmente belle che non sembra nemmeno inverno.
La mattina e la sera si gela, ma durante il giorno si sta bene all'aperto, a godere del sole che scalda le ossa e la pelle. Argo sembra un ghiro, sempre rintanato in casa nella sua brandina vicino al fuoco: per farlo venire fuori a giocare mi tocca chiamarlo un sacco di volte!
Oggi a pranzo si stava talmente bene fuori al calduccio che mi è venuta voglia di mangiare qualcosa di fresco, come una bella insalatona (si in pieno inverno!!).
Avevo a disposizione molti ingredienti ma ho scelto di fare qualcosa di raffinato, giusto per viziarmi un pò.
Mancava giusto un calice di vino bianco.
Questa insalata è ottima da sola, ma può accompagnare anche un filetto di salmone alla griglia o della faraona al forno. Sapori delicati, raffinati al palato..


INSALATA RAFFINATA D'INVERNO

Ingredienti per 2 persone:

due manciate abbondanti di misticanza (rucola, spinacino, songino, radicchietto, valeriana..)
8 champignon
scaglie di Parmigiano Reggiano
una manciata di pinoli
succo di limone bio
olio evo (io olio nFlaminio)
sale
pepe


1. Diponete in una ciotola la misticanza.
2. Mettete a tostare in una padella una manciata di pinoli, scuotendoli spesso affinchè non si brucino.
3. Pulite bene gli champignon e tagliateli a fettine sottili, aggiungeteli alla misticanza.
4. Tagliate il Parmigiano a scaglie e aggiungetelo ai funghi e all'insalatina.
5. Condite con un filo d'olio, salate, pepate e irrorate con poco succo di limone.
6. Disponete i pinoli sopra l'insalata.


Servite con un ottimo calice di vino bianco e con dei cubetti di pane abbrustolito.









Thursday, 21 January 2016

Gnocchi di castagne con radicchio di Treviso

Quando ero piccola facevo sempre gli gnocchi con la mia nonna.
Bollivamo le patate, quelle brutte e vecchie vanno bene ,diceva lei. Poi mentre aspettavamo che si raffreddassero un pochino per pelarle, tiravamo fuori una grande spianatoia in legno comprata in un supermercato in Romagna (passavamo lì le ferie estive) e la cospargevamo di farina.
La nonna insisteva per pelare sempre da sola le patate perchè non voleva che mi scottassi le mani, ma io testarda volevo darle a tutti i costi una mano.
E quando iniziavo a impastare, la magia si creava..l'impasto si compattava e c'era questa meravigliosa palla gialla, calda e profumata pronta da modellare.
Con la nonna tagliavamo gli gnocchi abbastanza grandi, quasi 3 cm e poi li passavamo sul dorso liscio della grattugia da formaggio precedentemente infarinata.
Ne facevamo talmente tanti che la tavola, coperta da una tovaglia cosparsa di farina, era piena zeppa di gnocchi. Li condivamo sempre con un sugo semplice di pomodoro e basilico.
Che gran festa era quando ci sedevamo tutti a tavola per mangiare!
A distanza di anni e ora che la mia nonna non c'è più conservo con amore tutti i bei ricordi e continuo tuttora a fare gli gnocchi come mi ha insegnato lei: solo patate e farina.

Faccio gli gnocchi a mano, sempre. Non compro mai quelli già pronti al supermercato anche se di buona qualità. Trovo che i miei abbiano un gusto autentico.

Questa ricetta differisce leggermente nell'impasto da quella di mia nonna perchè contiene l'uovo. E' stata presa dal libro "Around Florence" di Csaba dalla Zorza . Il condimento originale era burro fuso e noce moscata, io ho preferito del radicchio tardivo di Treviso spadellato nel burro di malga con abbondante pepe nero.


GNOCCHI DI CASTAGNE CON RADICCHIO DI TREVISO

Ingredienti per 2 persone:

250 gr di patate vecchie
1 uovo biologico
90 gr di farina di castagne
una manciata di farina bianca
2 cespi di radicchio tardivo di Treviso
burro di malga
sale
pepe


1. Cucinate a vapore le patate. Io l'ho fatto nel cestello della pentola a pressione per circa 14 minuti dal sibilo. Aspettate che si raffreddino un pochino, pelatele e passatele allo schiacciapatate.

2. Rompete l'uovo sopra le patate e cominciate ad amalgamare il composto con un mestolo. 

3. Aggiungete man mano la farina di castagne.

4. Spolverate il piano di lavoro con della farina bianca per non far attaccare l'impasto e impastate il composto fino ad ottenere una palla non troppo appiccicosa.

5. Formate dei salsicciotti lunghi e tagliateli a tochetti di 1,5 /2 cm  . Modellateli leggermente tra le mani per rendere la loro forma leggeremente tondeggiante. Disponeteli man mano sopra un canovaccio o un vassoio infarinato.



 




6. Mettete una noce di burro in una padella ampia, fate fondere. Tagliate il radicchio a pezzetti e aggiungetelo al burro. Salate, pepate e fate saltare ripetutamente nella padella per circa 5 minuti.

7. Lessate gli gnocchi in abbondante acqua salata, prelevateli quando vengono a galla con una schiumarola e aggiungeteli al sugo di radicchio.

8. Serviteli caldissimi cosparsi di Parmigiano.



 

Wednesday, 20 January 2016

Potage bonne femme - Minestra della buona moglie

Stasera è buio e fa freddo, fuori è tutto completamente bianco, ghiacciato. La temperatura è già precipitata sotto zero da qualche ora. Le giornate pian piano di stanno allungando, il cielo è limpido e stanno comparendo le prime stelle della sera.
Ho un pane in lievitazione davanti al caminetto, al caldo, che avvolto in uno strofinaccio, sta compiendo un piccolo miracolo. Stasera ci sarà un buon pane fragrante sulla nostra tavola.
Aggiungo un ciocco sul fuoco, centinaia di scintille volano nell'aria..il caminetto, il cuore pulsante di casa nostra, il nostro angolo preferito la sera quando accostiamo i due sgabelli in pelliccia per raccontarci come è andata la giornata.
Stasera visto il gelo, preparerò una zuppa molto famosa sia in Belgio che in Francia.
Il suo nome è Potage Bonne Femme, ossia la Minestra della buona donna/moglie.
Ne ho cucinate varie versioni, ma questa incontra particolarmente i miei gusti.
E' talmente semplice nella sua esecuzione quanto deliziosa.

POTAGE BONNE FEMME

Ingredienti per 2 persone:

1 porro
2 patate medie
mascarpone
erba cipollina
prezzemolo
farina di riso
burro di malga
600 ml di acqua o brodo vegetale
sale
pepe


Mettete in una casseruola una noce di burro.
Tagliate il porro a rondelle, le patate a fettine sottili e aggiungete le verdure al burro.
Fate rosolare senza far colorire.
Spolverate le verdure con un cucchiaio di farina di riso, mescolate bene facendola assorbire tutta.
Incorporate l'acqua o il brodo vegetale, coprite con il coperchio e lasciate sobbollire a fuoco dolce per circa 25 minuti.
Aggiustate di sale e pepe.
Frullate la minestra, deve risultarne una crema vellutata.
Formate una quenelle con il mascarpone aiutandovi con due cucchiai bagnati e adagiatela al centro del piatto.
Spolverate con abbondante prezzemolo ed erba cipollina.





Tuesday, 19 January 2016

Spaghetti al farro con verdure saltate

Questa è una ricetta velocissima e semplice.
E' sana, e racchiude tutto il sapore delle verdure invernali. Un grande classico per i miei pranzi solitari in casa ma anche un'ottima idea per una cena leggera.
Le verdure , che provengono tutte dal mio orto, vengono semplicemente tagliate e ripassate in padella.
Lo spaghetto al farro è un'ottima fonte di fibre e con il suo gusto intenso e leggermente dolce si sposa perfettamente con un sugo leggero di verdure.


SPAGHETTI AL FARRO CON VERDURE SALTATE

Ingredienti per 2 persone:

180 gr di spaghetti di farro biologici (io ho usato quella di Alce Nero)
1 porro
1 cespo grosso di radicchio tardivo di Treviso
1 carota
1 manciata di cubetti di peperone rosso ( congelati freschi quest'estate)
erba cipollina
sale
pepe
olio evo


Lessate la pasta in acqua bollente salata.
In un'ampia padella mettete un giro di olio, affettate il porro e fate soffriggere lentamente a fuoco dolce.
Bagnate con un mestolo d'acqua di cottura della pasta affinchè non si asciughi troppo e bruci.
Aggiungete la carota e il peperone tagliati a cubetti non troppo piccoli e fate cuocere per circa 5 minuti.
E' importante che le verdure restino croccanti.
Poco prima di scolare la pasta aggiungete al sugo di verdure il radicchio tagliato a pezzetti e fate saltare ripetutamente. Aggiustate di sale e pepate.
Scolate la pasta e aggiungetela al sugo di verdure.

Spolverate con abbondante erba cipollina tritata.



Monday, 18 January 2016

2016 e il dono della consapevolezza

Questo è il primo post dell'anno.
Sono un pò in ritardo ma ho voluto godermi pienamente queste vacanze natalizie, tanto che non avrei mai voluto che finissero.
Non faccio mai propositi per l'anno nuovo, non sono una di quelle da "lista dei desideri ".
Però, in queste vacanze ho avuto tempo per pensare, per riflettere, per meditare sul mio rapporto col cibo.
Quale migliore occasione per questi pensieri tra una fetta di panettone, una fetta di arrosto e un bicchiere di vino per festeggiare?
Ho sempre avuto un ottimo rapporto col cibo. 
Mi spiego.

Fin da piccola sono sempre stata una buongustaia, ho sempre allenato il palato ad assaporare nuovi sapori. A casa dei miei genitori si è sempre mangiato molto bene e in maniera sana ; quando uscivamo a cena al ristorante andavamo sempre in posti molto belli dove potevo scegliere piatti elaborati per provare nuovi accostamenti .

Quando ho avuto una casa mia, le cose sono cambiate.

Il cibo spesso era troppo: antipasto, primo, secondo , dolce nei giorni di festa e la domenica, sennò primo e secondo durante i giorni della settimana. Troppo cibo e poco movimento, una perenne sensazione di pienezza a dir poco spiacevole.
Penso sia un pò un luogo comune per tutte le donne che vanno a convivere e che si sposano.
Lo stereotipo della perfetta donnina di casa che mette in tavola ogni giorno un pasto perfetto e abbondante per saziare il marito che rincasa da lavoro dopo una giornata pesante.

Poi le cose col tempo sono cambiate, fino ad arrivare ad oggi.

2016. Consapevolezza.

Il mio anno nuovo parte da qui, dal cibo: quello vero e genuino.
Con mio marito abbiamo fatto una scelta importante, più cibi biologici e di provenienza controllata, meno proteine animali in favore di frutta e verdura.
Ormai ai giorni nostri il cibo è diventato un'arma a doppio taglio. 
Può fare bene ma può anche diventare pericoloso.

C'è una frase che mi piace molto e che dice "Per andare avanti, bisogna tornare indietro". Ebbene, noi quest anno ripartiamo dalla vita semplice. 
Quella fatta di vivere con i prodotti coltivati da noi, dalla nostra frutta e verdura, dalle nostre uova e dalle nostre galline.
Abbiamo fatto la scelta del biologico per riscoprire i gusti autentici dei prodotti e per nutrirci di alimenti più sani per il nostro corpo.

Voglio che la mia famiglia possa sempre trovare sulla tavola del cibo genuino, fatto in casa, con prodotti naturali di cui conosciamo la provenienza.
Voglio che mio marito quando fa lo spuntino a lavoro con una fetta di torta fatta in casa , pensi a quanto amore c'è in quel pezzo di dolce.
Più lavoro per me, questo è sicuro, ma la soddisfazione di un pane che lievita, della sfoglia tirata in casa per fare le tagliatelle, di impastare gli gnocchi, di vedere un dolce che cresce nel forno e che sprigiona il profumo in tutta la casa..


Cucinato con amore, e per amore. Sempre.